Visto il notevole interesse suscitato dal problema rifiuti ho cercato negli ultimi giorni di informarmi e di approfondire il discorso, cercando nell'utile più che nella cronaca attingendo sempre da i più autorevoli siti ambientalisti nazionali ed esteri e, qui condensandone i concetti e i principali contenuti ne ho tratto ciò:
Ogni anno soltanto in Europa sono prodotti circa 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 40 milioni di tonnellate di natura pericolosa. La produzione dei rifiuti, dagli anni '90 ad oggi, ha continuato a crescere parallelamente all'aumento della ricchezza e agli standard di vita sempre più elevati dei paesi occidentali. Tra il 1990 e il 1995, il totale dei rifiuti prodotti è aumentato di circa il 10 per cento e si prevede che intorno al 2020 la produzione dei rifiuti possa aumentare del 45 per cento rispetto al 1995. Oggi, fra l'altro, c'è una nuova minaccia in questo campo legata al boom dei consumi dei prodotti elettronici che ha portato in poco tempo ad un incremento di questi rottami ad alto contenuto di composti chimici pericolosi.
Tradizionalmente il problema della gestione dei rifiuti viene affrontato con un approccio a valle, una volta che il rifiuto è stato prodotto, e questo non ha fatto altro che spostare l'attenzione dalle azioni di prevenzione alle scelte di smaltimento. Con una situazione generalizzata di esaurimento delle discariche, l'approccio a valle suggerisce di optare per l'incenerimento. Va invece adottato l'approccio a monte, prima che il rifiuto si produca, che permette di individuare tutte quelle azioni volte a non produrre rifiuti (o a produrne una quantità inferiore) e tutte quelle azioni che permettono di riutilizzare, riciclare, recuperare i materiali contenuti negli stessi.
A questo punto il concetto di termovalorizzazione và decisamente modificandosi, anzi! Viene decisamente meno. Ma allora perchè molte città d'Italia, ancora sprovviste, esigono ardentemente un termovalorizzatore? Noi ad esempio qui a Brescia ce l'abbiamo no? Eppure una soluzione alternativa c'è...
Si chiama: Strategia delle "Erre",ovvero un metodo di trattamento del rifiuto proposto da Greenpeace che consiste in questi 4 punti: 1)Riduzione alla fonte, 2)Riutilizzo/Riuso, 3)Raccolta differenziata porta a porta, 4)Riciclo/Recupero dei materiali.
Tutto ciò per essere efficace, come la raccolta porta a porta, va accompagnata a una incisiva campagna d'informazione e comunicazione, insieme al coinvolgimento dei cittadini. Con il porta a porta si tolgono i cassonetti dalle strade. Il porta a porta permette di sottrarre dallo smaltimento finale fino ad oltre il 70-85 per cento in peso dei rifiuti. Solo il 15-30 per cento circa del rifiuto residuale (l'indifferenziato) prenderà una strada diversa dal riciclaggio. Ulteriori tipologie di rifiuto, come gli ingombranti e gli elettrodomestici, possono poi essere conferiti presso le isole ecologiche comunali.
Dopo l'attuazione di un sistema di raccolta differenziata spinta, il rimanente 15-30 per cento circa dei rifiuti residuali indifferenziati può essere sottoposto ad un trattamento meccanico-biologico (TMB) che stabilizza e riduce ulteriormente la quantità e la pericolosità dei rifiuti da portare allo smaltimento finale.
Il TMB: Trattamento Meccanico Biologico è in grado di recuperare circa il 70% dei materiali in ingresso. (Con sistemi di intercettazione tecnologici, ampiamente disponibili sul mercato, si possono difatti recuperare i metalli, la carta, il vetro, le plastiche, consentendo un trattamento anaerobico-aerobico della frazione organica. Quest'ultima, prima di essere stabilizzata, produce biogas, che, una volta sottoposto a recupero energetico, può essere impiegato per alimentare l'impianto stesso e produrre calore ed energia elettrica destinata a terzi. Finiranno pertanto in discarica non più del 30% della frazione residua formato da inerti, pellicole di plastica - anch'esse teoricamente recuperabili - e materiali organici stabilizzati la cui potenzialità inquinante è ridotta del 90%.)
La strategia promossa da Greenpeace riduce l'impatto ambientale, crea più occupazione, risparmia energia e quindi nel complesso è conveniente anche dal punto di vista economico. La strategia, che esclude il ricorso all'incenerimento, riduce l'impatto sanitario della gestione dei rifiuti, evitando le emissioni di gas nocivi e la produzione di rifiuti pericolosi (ceneri). Inoltre, permette di aumentare tutte le attività che precedono lo smaltimento dei rifiuti. In questo modo, si crea più occupazione, si trasforma il rifiuto in risorsa, si risparmia sul consumo di materie prime e d'energia necessaria per estrarle, trasportarle e trasformarle, promuovendo così uno sviluppo davvero sostenibile a tutela delle generazioni future.
E' forse il momento che amministratori e sindaci ne prendano seriamente visione e che queste proposte vengano il più presto attuate o almeno "sperimentate". Noi cittadini dobbiamo muoverci da subito perchè purtroppo spesso capita di aver a che fare con persone molto sprovvedute in questo campo e che, fra queste persone, molto spesso, vi è chi ci amministra.
giovedì 7 febbraio 2008
lunedì 28 gennaio 2008
Sondaggio rifiuti:
Il tema è quello tanto paventato nelle scorse settimane, la monnezza:
Tanto è stato detto ma non si sà bene quanto e cosa sia stato fatto..
Per entrare del dettaglio della questione voglio parlare di quelle migliaia di tonnellate di rifiuti che dalla Campania sono o sarebbero duvute partire alla volta di altre regioni: Sardegna, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia ecc..
In Sardegna abbiamo visto tutti com'è andata a "finire", sempre se sta storia abbia avuto fine. Tafferugli con arresti e numerosi feriti presso il porto di Cagliari. Onestamente non c'èra d' aspettarsi una festa di benvenuto con pasticcini e musica anche se certe scene (purtroppo) tipiche da stadio credo che potevano risparmiarcele. Vabbè.. qualcuno dirà, "nelle ultime settimane è stata scritta un' altra paginetta vergongosa della storia d'Italia". Fin qua siamo tutti d'accordo, ma nelle prossime settimane? Questa paginetta sarà destinata ad allungarsi e diventare un quaderno e poi un libro (di pessima storia d'Italia) o ci si vuol decidere una buona volta a cambiare le cose?
Ritornando al tema d'apertura la Lombardia (stando alle ultime dichiarazioni di Formigoni) si riteneva disposta ad accogliere solo i rifiuti divisi della Campania, ovvero tutti quei rifiuti selezionati per categoria (plastica, carta, metallo, umido) di modo da facilitarne il riciclaggio, e per il rifiuto solido non divisibile, la distruzione tramite i nostri termovalorizzatori.
Chiarissimo certo, ma a questo punto sorge ovvia una domanda: Dalle immagini della monnezza napoletana diffuse su Tv, giornali e blog da dicembre ad oggi; è forse possibile scorgere una men che minima possibilità di divisione della monnezza depositata sulle strade partenopee?
E' ovvio che si tratta per la stragrande maggioranza di "semplice" rifiuto solido urbano non riciclabile. E' dunque normale quindi, che in tal caso la Lombardia non può ricevere rifiuti dalla Campania. Vien dunque facile pensare che la regione Lombardia abbia anche accettato di accogliere la monnezza di Napoli e provincia, ma a patto di condizioni evidentemente improponibili e sopratutto ovviamente irregolari.

Viste tali condizioni di evidente, anche se implicita negazione della Lombardia e di altre regioni del nord a collaborare per lo sgobero di questa monnezza così limitanto o arrestando questo scempio ambientale che si sta sì compiendo in Campania, ma che avrà una ricaduta (sul piano turistico e alimentare) su tutta la nazione! Le immagini diffuse all'estero evidenziano una situazione scandalosa riferita a tutto il piano nazionale, Napoli è solo la punta dell'iceberg di una situazione imbarazzante in cui i registi sono la camorra che collabora con i nostri IMPRENDITORI DEL NORD occultando i rifiuti pericolosi e ingombranti nelle regioni del sud. Corruzione, ignoranza e mancanza di rispetto per l'ambiente completano la scena.
Viste le seguenti riflessioni volevo proporre un sonaggio:
Secondo voi sarebbe giusto accogliere i rifiuti partenopei allo scopo di liberare la città napoletana da questa brutta situazione (anche per una questione di dignità e rivalutazione nazionale..) oppure negare completamente l'appoggio della nostra regione alla causa campana,(anche se consapevoli del fatto che molti di quei rifiuti sono frutto delle industrie del nord)?
Tanto è stato detto ma non si sà bene quanto e cosa sia stato fatto..
Per entrare del dettaglio della questione voglio parlare di quelle migliaia di tonnellate di rifiuti che dalla Campania sono o sarebbero duvute partire alla volta di altre regioni: Sardegna, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia ecc..
In Sardegna abbiamo visto tutti com'è andata a "finire", sempre se sta storia abbia avuto fine. Tafferugli con arresti e numerosi feriti presso il porto di Cagliari. Onestamente non c'èra d' aspettarsi una festa di benvenuto con pasticcini e musica anche se certe scene (purtroppo) tipiche da stadio credo che potevano risparmiarcele. Vabbè.. qualcuno dirà, "nelle ultime settimane è stata scritta un' altra paginetta vergongosa della storia d'Italia". Fin qua siamo tutti d'accordo, ma nelle prossime settimane? Questa paginetta sarà destinata ad allungarsi e diventare un quaderno e poi un libro (di pessima storia d'Italia) o ci si vuol decidere una buona volta a cambiare le cose?
Ritornando al tema d'apertura la Lombardia (stando alle ultime dichiarazioni di Formigoni) si riteneva disposta ad accogliere solo i rifiuti divisi della Campania, ovvero tutti quei rifiuti selezionati per categoria (plastica, carta, metallo, umido) di modo da facilitarne il riciclaggio, e per il rifiuto solido non divisibile, la distruzione tramite i nostri termovalorizzatori.
Chiarissimo certo, ma a questo punto sorge ovvia una domanda: Dalle immagini della monnezza napoletana diffuse su Tv, giornali e blog da dicembre ad oggi; è forse possibile scorgere una men che minima possibilità di divisione della monnezza depositata sulle strade partenopee?
E' ovvio che si tratta per la stragrande maggioranza di "semplice" rifiuto solido urbano non riciclabile. E' dunque normale quindi, che in tal caso la Lombardia non può ricevere rifiuti dalla Campania. Vien dunque facile pensare che la regione Lombardia abbia anche accettato di accogliere la monnezza di Napoli e provincia, ma a patto di condizioni evidentemente improponibili e sopratutto ovviamente irregolari.

Viste tali condizioni di evidente, anche se implicita negazione della Lombardia e di altre regioni del nord a collaborare per lo sgobero di questa monnezza così limitanto o arrestando questo scempio ambientale che si sta sì compiendo in Campania, ma che avrà una ricaduta (sul piano turistico e alimentare) su tutta la nazione! Le immagini diffuse all'estero evidenziano una situazione scandalosa riferita a tutto il piano nazionale, Napoli è solo la punta dell'iceberg di una situazione imbarazzante in cui i registi sono la camorra che collabora con i nostri IMPRENDITORI DEL NORD occultando i rifiuti pericolosi e ingombranti nelle regioni del sud. Corruzione, ignoranza e mancanza di rispetto per l'ambiente completano la scena.
Viste le seguenti riflessioni volevo proporre un sonaggio:
Secondo voi sarebbe giusto accogliere i rifiuti partenopei allo scopo di liberare la città napoletana da questa brutta situazione (anche per una questione di dignità e rivalutazione nazionale..) oppure negare completamente l'appoggio della nostra regione alla causa campana,(anche se consapevoli del fatto che molti di quei rifiuti sono frutto delle industrie del nord)?
giovedì 8 novembre 2007
Fra petrodollari e malinconici dell'atomo...
Il petrolio che continua inarrestabile la sua corsa verso la soglia psicologica (ma che di questo passo non sarà più solo psicologica) dei 100 dollari al barile, toni da guerra fredda fra Russia e U.S.A scandiscono calorosamente queste prime giornate d'inverno mentre in una strana analogia di fatti e intenzioni, ritorna a risuonare più rombante che mai la proposta: "Ritorniamo ad investire sull'energia atomica!"
Difficile ricredersi, davvero complicato risalire a quella serie di motivazioni che nel lontano 1987 portarono i nostri genitori ed i nostri nonni a rifiutare categoricamente l'utilizzo di questa fonte energetica..
Ed è ancora più complicato definire con chiarezza e precisione quali saranno mai state le cause che hanno portato ,alcuni anni fa in certi paesi del meridione, la mobilitazione di massa di intere comunità che fecero proteste, blocchi di binari, autostrade ,porti in nome di un NO gridato da intere famiglie allo smaltimento, nella loro zona, di rifiuti tossici e di scorie radioattive..
Ricredersi e riprendere visione di tutto questo quindi?
Nono so può darsi..in fin dai conti come farebbero quindi in Francia o in America?
Eppur ciò che più sconcerta è il fatto che le soluzioni a noi debbano essere sempre dettate o meglio imposte dall'esterno no?
E' mai possibile che una strada nostra qua in Italia non la sappiamo proprio trovare?
Ci ritroviami qui circondati da decine di basi nucleari (con tutti i rischi che ne intercorrono) obbligati a mantenere la nostre abitudini quotidiane dovendo stringere la cinghia per comprare in continuazione energia dai paesi esteri.
Da sempre con il petrolio e dal futuro con l'atomo, arrivando a dover comperare anche quell'energia che noi stessi potremmo vendere..L'energia solare ,eolica e biologica.
Difficile ricredersi, davvero complicato risalire a quella serie di motivazioni che nel lontano 1987 portarono i nostri genitori ed i nostri nonni a rifiutare categoricamente l'utilizzo di questa fonte energetica..
Ed è ancora più complicato definire con chiarezza e precisione quali saranno mai state le cause che hanno portato ,alcuni anni fa in certi paesi del meridione, la mobilitazione di massa di intere comunità che fecero proteste, blocchi di binari, autostrade ,porti in nome di un NO gridato da intere famiglie allo smaltimento, nella loro zona, di rifiuti tossici e di scorie radioattive..
Ricredersi e riprendere visione di tutto questo quindi?
Nono so può darsi..in fin dai conti come farebbero quindi in Francia o in America?
Eppur ciò che più sconcerta è il fatto che le soluzioni a noi debbano essere sempre dettate o meglio imposte dall'esterno no?
E' mai possibile che una strada nostra qua in Italia non la sappiamo proprio trovare?
Ci ritroviami qui circondati da decine di basi nucleari (con tutti i rischi che ne intercorrono) obbligati a mantenere la nostre abitudini quotidiane dovendo stringere la cinghia per comprare in continuazione energia dai paesi esteri.
Da sempre con il petrolio e dal futuro con l'atomo, arrivando a dover comperare anche quell'energia che noi stessi potremmo vendere..L'energia solare ,eolica e biologica.
giovedì 5 luglio 2007
Il problema dei pannolini:
Lo sapevate che anche i pannolini sono una minaccia all'ambiente?
In questo link di Mentecritica ne scoprirete tutte le ragioni:
http://www.mentecritica.net/quello-che-avresti-sempre-voluto-sapere-sui-pannolini-e-non-hai-mai-avuto-il-coraggio-di-chiedere/il-pianeta-che-ride/diabolicomarco/671/#more-671
In questo link di Mentecritica ne scoprirete tutte le ragioni:
http://www.mentecritica.net
mercoledì 23 maggio 2007
La campagna bresciana in vetrina

Si trattava di una zona pianeggiante a vocazione agricola, artigiana, di piccolo commercio e di grandi potenzialità a livello faunistico e paesaggistico del territorio. Insomma una sorta di oasi naturalistica. Oggi con lo sviluppo non mancano le fabbriche, le medio-grandi industrie, principalmente in zone situate alle porte delle cittadine più popolate. (Manerbio, Ghedi, Bagnolo.M,Orzinuovi,Verolanuova) E soprattutto non mancano i centri commerciali. Ce ne sono per la precisione tre. Oltre a ovviamente tutti gli altri supermercati i grossisti e (da non dimenticare) i negozi nei centri storici. "Che non sono affatto pochi": Se nè stimato che in proporzione al resto della lombardia sono circa il 25% in più della media regionale.
Insomma il commercio e l'industria non mancano, la sanità nemmeno, l'artigianato gode di buona salute il territorio, se ben salvaguardato, può creare come del resto ha sempre fatto, un' ottima cornice paesaggistica a questa realtà. Un esempio ne è la fotografia della campagna che ho riportato sopra.
Allora mi sorge spontanea una domanda: Perchè alcuni sindaci di questi comuni stanno permettendo la costruzione di altri 2 nuovi megacentricommerciali praticamente inutili?
L'aggettivo inutile non viene a caso, è sufficiente analizzare un pò più a fondo il problema:
Questi due nuovi centri commerciali stanno sorgendo:
-A un paio di chilomertri di distanza l'uno dall'altro!! (Quando a meno di 7 km se ne può trovare già un terzo.)
- Le dimensioni di questi ecomostri vanno dai 15 ai 25 mila mq (Ettari produttivi di mais totalmente cementificati.)
- Essi stanno sorgendo a ridosso di:Uno alle porte di un paesino di 1600 abitanti, l'altro alle porte di un paese di 7000 abitanti che già è fornito di un CC di circa 15000 mq (E che già lavora poco.)
- Le distanze per raggiungere i CC più vicini varia dai 20 minuti di Brescia ai 30 minuti per raggiungere Cremona. (Entrambe le citta dispongono di numerosi CC)
- Le grandi tangenziali passano ad alcuni chilometri di distanza, bisognerà ovviare al traffico portato da questi centri dello shopping con delle varianti, delle circonvallazioni, ed ovviamente degli ampi parcheggioni, delle rotonde, (come se non ce ne fossero già abbastanza). Quindi ancora ettari ed ettari di verde che se ne andranno..
Insomma ironicamente viene da esclamare, se ne sentiva il bisogno!!
Questo non è essere tradizionalisti, malinconici, o forse campanilisti.
Qui si parla di vedere il progresso con occhi diversi, poichè il progresso è nella salvaguardia del territorio e non nello sperpero della terra ad usi prettamente consumistici.
Sarò forse utopico ma, come disse l'Avv. Garbarino (Legambiente BS) "la terra che ci circonda non ce l'hanno laciata in eredità i nostri nonni,
ma ce l'hanno prestata i nostri figli".
martedì 17 aprile 2007
Una merce che fa "acqua" ovunque.

L'acqua come prodotto, come elemento da salvaguardare
da risparmiare da rispettare da rendere accessibile per tutti, da condividere
da non inquinare, da far si che non diventi il prossimo petrolio,
l'acqua come fonte da cui trarne piacere e benessere, da cui ricavarne giovamento
e quindi salute. L'acqua quindi non è solo un elemento liquido ma molto di più.
Questo l'avevano capito anche i Romani e gli antichi Greci che furono tra i primi popoli
a saper utilizzare e gestire le fonti idriche a loro disponibili in maniera responsabile e nel massimo dei casi, anche equa.
Perchè l'uomo moderno non sa sempre capacitarsi dell'importanza di questo elemento?
da risparmiare da rispettare da rendere accessibile per tutti, da condividere
da non inquinare, da far si che non diventi il prossimo petrolio,
l'acqua come fonte da cui trarne piacere e benessere, da cui ricavarne giovamento
e quindi salute. L'acqua quindi non è solo un elemento liquido ma molto di più.
Questo l'avevano capito anche i Romani e gli antichi Greci che furono tra i primi popoli
a saper utilizzare e gestire le fonti idriche a loro disponibili in maniera responsabile e nel massimo dei casi, anche equa.
Perchè l'uomo moderno non sa sempre capacitarsi dell'importanza di questo elemento?
Caduta anche la speranza che l'acqua non fosse concepita come una comune merce di scambio sottoposta alle più spietate leggi del mercato, caduta, come questa bicicletta che ne rappresenta il degrado, il disinteresse in forma metaforica, nonostante sia questo l' elemento alla base della vita di ogni essere vivente. In una lettera del Sig. Walter Genapini (Presidente di Greenpeace Italia) indirizzata al Blog di Beppe Grillo e quindi a "chiunque", vengono esposte le ultime considerazioni sull'argomento e viene fatta una breve analisi di come la collettività (In particolare quella italiana) concepisce e considera l'elemento acqua oggigiorno. Ne pubblico alcuni passaggi: La direttiva 60/2000 dell'unione europea recita :" L'aqua non è un prodotto commerciale, bensì un partrimonio che va protetto". L'incultura dell'acqua in Italia porta a consumare 170 litri di acqua inbottigliata per abitante all'anno (la media europea è di 85, quela mondiale di 15). In Italia vengono prodotti quindi, 5 migliardi di contenitori plastici, ovvero 100.000 tonnellate l'anno di rifiuti solidi urbani. L'acqua imbottigliata, assoggettata a regimi di controllo spesso lacunosi, ha un costo che va dai 30 ai 50 centesimi, cui si sommano i costi di smaltimento del contenitore , mentre 1000 litri di acqua dell'aquedotto, più controllata sul piano chimico batteriologico, non costano più di un euro!! Gli Italiani, alla base di questo paradosso sono convinti che l'acqua imbottigliata sia più sicura, buona e meno "dura". Il nostro paese è ricco di acquiferi sotterranei, molti migliardi di metri quadrati ma , ciònonostante ,la crisi idrica è alle porte in tutto il paese, anche come effetto del cambiamento climatico globale, che vedrà l'aridificazione del centro-sud e la sub-tropicalizzazione del nord.La lettera prosegue con l'elencazione di una serie di motivi e concause che stanno portando al degrado idrico la nostra penisola. Le principali sono:
-L'incuria e lo sfruttamento delle reti idriche, sopratutto il Emilia.R e in Puglia.
-L'inquinamento dei fiumi da parte dei grandi allevamenti agricoli gestiti senza terra e i numerosi insediamenti industriali, sopratutto il Lombardia e in Piemonte.
-Le esigenze idriche in costante aumento sia nel settore agricolo-forestale che urbano industriale. (Lombardia,Veneto,Lazio,Campania,Emilia.R,Piemonte,Sicilia,Puglia,Calabria)
venerdì 6 aprile 2007
Mai "sentito" l'oscuramento globale?

In seguito a una recente ricerca effettuata da alcuni studiosi ed esperti di mutamenti climatici, sono emerse nuove ed interessanti scoperte in campo climatico-atmosferico. Il fenomeno trattato in materia studio è identificato come fenomeno dell' "oscuramento globale".
Da un articolo del sito (torinoscie.splinder.com), questo argomento viene identificato con l'utilizzo di una metafora: "E' come cavalcare una tigre.."
I nuovi dati sul cambiamento climatico evidenziano il ruolo dell' "oscuramento globale".
Il progressivo oscuramento dell'atmosfera terrestre è identificabile come un fenomeno di natura antropica dovuto alle polveri che l'uomo sta immettendo nell' atmosfera.
Questo fenomeno potrebbe inizialmente sembrare utile poichè, l'oscuramento globale potrebbe contrastare il riscaldamento dei gas serra CO2 emessi dai combustibili fossili. Ma in realtà la coseguenza grave di queste brevi considerazioni è che l'effetto riscaldante della CO2 potrebbe essere di molto superiore a quanto si ritenesse finora. Ovvero, il riscaldamento globale potrebbe essere talmente così grave che potremmo essere condannati ad una continuazione del processo d'inquinamento dell'atmosfera per evitare danni peggiori. "Una sorta di effetto anti-retromarcia, che creerebbe squilibri all'intero sistema ambiente che per contro, è già assai cagionevole". Come se stessimo "cavalcando una tigre:" Saliti. Non possiamo più scendere. I rapporti parlano di un abbassamento della luminosità che è impressionante in alcune zone del Mondo: Dal 1950 ad oggi il 22% nella zona di Iraele, il 9% in Antartide, il 10% negli USA, e addirittura del 30% in Russia. L'interpretazione è che questo fenomeno non ha niente a che vedere con i cambiamenti della luminosità del Sole, che rimane costante o, al massimo, ha delle minime variazioni. Questi fenomeni possono essere solo spiegati come dovuti alle particelle emesse dalla combustione degli idrocarburi, che formano un areosol nell' atmosfera. Queste particelle rimangono nell'aria formando dei nuclei di condensazione per la formazione di nuvole. Di conseguenza il cielo diventa sempre più nuvoloso riflettendo dietro di sè la luce solare. Sembra che ciò sia una delle cause principali delle scie provocate dagli aerei in volo ad alta quota, inoltre si attribuiscono all'oscuramento globale fenomeni quali la desertificazione e la siccità molto accentuate in alcune aree del pianeta. E' possibile che molti fenomeni di cambiamento climatico osservati negli ultimi anni anche in Italia siano attribuiti a a questo fenomeno.
Nella speranza di scongiurare un futuro alla Blade Runner (2019), in cui i cieli come ora li conosciamo sono praticamente inesitenti, è opportuno chiedersi come si possa intervenire per evitare il verificarsi di tali fenomeni, dal consumo di idrocarburi alla gestione responsabile di fonti energetiche rispettose dell'ambiente, sono a disposizione un ampia gamma di proposte e belle iniziative che chi di dovere dovrebbe cominciare a considerare seriamente.
Dellground.
Foto e spunto dell'articolo: Archivio torinoscie.
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