lunedì 11 maggio 2009

I ghiacciai si assottiliano..


La superficie media dei ghiacci artici si va progressivamente riducendo a causa del surriscaldamento climatico, stando alle ultime osservazioni satellitari rese note dal Centro nazionale americano per neve e ghiaccio (Nsidc), che ha sede nel Colorado. Charles Fowler, specialista del Nsidc e docente all'Università di Boulder, nel Colorado, ha detto che la superficie massima dei ghiacci artici nell'inverno appena trascorso ha toccato il record negativo degli ultimi sei anni. Anche lo spessore è diminuito. Il 28 febbraio, la calotta artica misurava 15,2 milioni di chilometri quadrati, con una diminuzione di 720 mila chilometri quadrati rispetto alla superficie media invernale registrata tra il 1979 e il 2000. In base agli stessi rilevamenti e per le stesse cause di deterioramento dell'ambiente, si è ridotta inoltre la superficie della banchisa nel periodo invernale.

lunedì 16 febbraio 2009

Altre terre oltre alla nostra? La teoria si fa sempre più concreta.

Ognuno ha la sua teoria, ognuno la propria "scuola di pensiero" e infondo: chi non si è mai interrogato sul fatto se esistano o no altre forme di vita nell'universo?
In uno spazio sterminato, immenso, insomma infinito com'è l'universo io credo proprio che sia difficile non trovare altro..(oltre a noi..)
Comunque resta sempre chi la pensa diversamente (come è giusto che sia)
Appassionanti o meno, creduloni o scettici che siate, vi voglio comunque sottoporre questo articolo tratto dal quotidiano La Stampa del 16/02/'09 in cui vengono svelate le ultime novità sugli studi e sulle ricerche in materia.
Studiosi e scienziati vengono così a delineare un profilo astronomico composto da "Miliardi di pianeti simili alla Terra".
Anche se tenendo a precisare che: «Potrebbero essere "abitati" da semplici forme di vita».

CHICAGO, Febbraio 2009:

"Siamo soli nell'universo?". Interrogarsi sulla presenza di forme extraterrestri è un passatempo comune alla razza unama. Secondo gli scienziati potremmo davvero non essere gli unici ad "abitare" il cosmo. Nella nostra galassia ci potrebbero essere miliardi di pianeti come la Terra e molti di essi potrebbero essere abitati da semplici forme di vita. Ne è convinto Alan Boss, della Carnegie institution of science, che ha illustrato le sue teorie a Chicago durante l’incontro annuale dell’American association of science. Citato dalla Bbc, lo scienziato ha detto che finora i telescopi hanno rilevato l’esistenza di oltre 300 pianeti al di fuori del nostro Sistema solare. Lo scienziato ha comunque precisato che pochissimi di essi sarebbero in grado di sostenere forme di vita. La maggior parte sono giganti gassosi come il nostro Giove. Sulla base del numero limitato di pianeti trovato finora, Boss ha spiegato che ogni stemma madre come il Sole ha in media una terra come pianeta.

«Se avete un mondo abitabile e lo lasciate evolvere per alcuni miliardi di anni, è inevitabile che si svilupperà la vita», ha detto il Dott. Boss. «Per esempio, se si lascia qualcosa in un frigo spento, non si può evitare che cresca qualcosa». «Sarebbe impossibile- ha aggiunto-arrestare la vita su questi pianeti».

Lo scienziato crede di poter dimostrare le sue tesi grazie al nuovo telescopio della NASA, che nelle prossime tre settimane avrà la missione di osservare i pianeti simili alla Terra. Per il Dott. Boss sappiamo abbastanza sull'universo per ipotizzare l'esistenza di pianeti gemelli del nostro sui cui potrebbe essersi sviluppata la vita. «E' molto probabile che ci siano forme di vita, ma è quasi improbabile che siano intelligenti. Probabilmente si tratterà di batteri o microbi. Avere due forme di vita intelligenti sarebbe una coincidenza davvero enorme. Probabilmente forme simili alla nostra esisteranno tra 100.000 anni o più».

giovedì 8 gennaio 2009

Una manciata di video per l'ambiente..

Facendo un pò di ricerche in internet ho trovato ovviamente e giustamente una vastità di video di interviste e altri servizi riguardanti la tematica ambientale.

Ne ho raccolti alcuni a mio parere molto interessanti e articolati riguardo l'argomento. Si spazia fra la tematica sul nucleare a quella "più comune" dei rifiuti passando per le "nuove tendenze" in campo orticolo oltre al tanto paventato tema sulle energie alternative.


Ogni filmato non dura oltre i 10 minuti quindi..

Buona visione..


http://www.youtube.com/watch?v=dv0OEbZ9rnY (Energie alternative) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=eh3MCriQYRk (Contro il nucleare)

http://www.youtube.com/watch?v=x4yPj0ltgQc (Rifiuti zero) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=BH_FOFhLxsg (Orti urbani) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=rTj39XbdjJs (No nukes Greenpeace spot)

http://www.youtube.com/watch?v=wAwf6A74AUs (Biomasse) consigliato..

venerdì 4 luglio 2008

Pane con farina di cemento.




Qui sopra riportate ci sono alcune immagini che possono aiutarci a capire cosa sta succedendo sul nostro territorio. Sempre più spesso mi capita infatti di vedere enormi costruzioni di capannoni, se non addirittura delle intere aree industriali vuote o semi vuote. Comunque in buona parte inutilizzate. Si parla di costruzioni recenti fatte sorgere (in molti casi) dove non c'è n'era "a mio parere" assolutamente bisogno.. Il problema è che in Italia il consumo del territorio non è evidentemente un problema (almeno per molti..) e che non ci si renda conto che il nostro paesaggio, più di qualunque altro stato europeo, debba essere particolramente tutelato!
Un esempio (tanto per cambiare) ci arriva dalla Germania; loro hanno "congelato" il consumo territoriale a 11.000 ettari all'anno. Noi, nel belpaese, abbiamo un trend di consumo del territorio che spesso supera gli 80.000 ettari l'anno!
Oltre a questo dato numerico legato ad una colossale differenza di concezione di P.G.T (piano di governo territoriale) forse per una questione di competenza in materia, forse più brutalmente per una questione di affari ciò che evidentemente manca a molti nostri amministratori (politici, sindaci, assessori ecc..) è un briciolo di buona etica oltre che un pò di cultura ambientale..
Forse molti di loro non sanno che nella terra c'è vita? Forse non sanno che essa è il polmone del pianeta e che il suo respiro non pò essere soffocato ancora per molto? Forse non sanno che quelle distese enormi di campi di mais o frumento apparentemente inutili sono fondamentali per procuragli ciò che tutti i giorni si ritrovano così, come un regalo venuto dal cielo,
quel cibo tanto buono che si sposa con tutto, cioè il pane?
Non mi pare che sia così difficile da capire che le coste, i parchi e le campagne in Italia debbano essere tutelate! Di questo passo, se non vi si pone freno, in molte zone del nord si creerano delle immense conurbazioni urbane (basta vedere l'hinterland milanese) e, a quel punto addio campagna! Le amministrazioni comunali ma sopratutto le regioni e lo Stato, devono farsi carico di questo fenomeno espansionistico che spesso appare quasi incontrollato e meramente speculativo, porre dei divieti e farli rispettare con sanzioni e con i giusti presupposti anche la reclusione.
Altrimenti non sarebbe male una "simpatica" penitenza come far da cavie per il primo prototipo di panino fatto con la farina di cemento.

giovedì 7 febbraio 2008

Secondo me è un'ottima idea...

Visto il notevole interesse suscitato dal problema rifiuti ho cercato negli ultimi giorni di informarmi e di approfondire il discorso, cercando nell'utile più che nella cronaca attingendo sempre da i più autorevoli siti ambientalisti nazionali ed esteri e, qui condensandone i concetti e i principali contenuti ne ho tratto ciò:
Ogni anno soltanto in Europa sono prodotti circa 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 40 milioni di tonnellate di natura pericolosa. La produzione dei rifiuti, dagli anni '90 ad oggi, ha continuato a crescere parallelamente all'aumento della ricchezza e agli standard di vita sempre più elevati dei paesi occidentali. Tra il 1990 e il 1995, il totale dei rifiuti prodotti è aumentato di circa il 10 per cento e si prevede che intorno al 2020 la produzione dei rifiuti possa aumentare del 45 per cento rispetto al 1995. Oggi, fra l'altro, c'è una nuova minaccia in questo campo legata al boom dei consumi dei prodotti elettronici che ha portato in poco tempo ad un incremento di questi rottami ad alto contenuto di composti chimici pericolosi.
Tradizionalmente il problema della gestione dei rifiuti viene affrontato con un approccio a valle, una volta che il rifiuto è stato prodotto, e questo non ha fatto altro che spostare l'attenzione dalle azioni di prevenzione alle scelte di smaltimento. Con una situazione generalizzata di esaurimento delle discariche, l'approccio a valle suggerisce di optare per l'incenerimento. Va invece adottato l'approccio a monte, prima che il rifiuto si produca, che permette di individuare tutte quelle azioni volte a non produrre rifiuti (o a produrne una quantità inferiore) e tutte quelle azioni che permettono di riutilizzare, riciclare, recuperare i materiali contenuti negli stessi.
A questo punto il concetto di termovalorizzazione và decisamente modificandosi, anzi! Viene decisamente meno. Ma allora perchè molte città d'Italia, ancora sprovviste, esigono ardentemente un termovalorizzatore? Noi ad esempio qui a Brescia ce l'abbiamo no? Eppure una soluzione alternativa c'è...

Si chiama: Strategia delle "Erre",ovvero un metodo di trattamento del rifiuto proposto da Greenpeace che consiste in questi 4 punti: 1)Riduzione alla fonte, 2)Riutilizzo/Riuso, 3)Raccolta differenziata porta a porta, 4)Riciclo/Recupero dei materiali.
Tutto ciò per essere efficace, come la raccolta porta a porta, va accompagnata a una incisiva campagna d'informazione e comunicazione, insieme al coinvolgimento dei cittadini. Con il porta a porta si tolgono i cassonetti dalle strade. Il porta a porta permette di sottrarre dallo smaltimento finale fino ad oltre il 70-85 per cento in peso dei rifiuti. Solo il 15-30 per cento circa del rifiuto residuale (l'indifferenziato) prenderà una strada diversa dal riciclaggio. Ulteriori tipologie di rifiuto, come gli ingombranti e gli elettrodomestici, possono poi essere conferiti presso le isole ecologiche comunali.
Dopo l'attuazione di un sistema di raccolta differenziata spinta, il rimanente 15-30 per cento circa dei rifiuti residuali indifferenziati può essere sottoposto ad un trattamento meccanico-biologico (TMB) che stabilizza e riduce ulteriormente la quantità e la pericolosità dei rifiuti da portare allo smaltimento finale.

Il TMB: Trattamento Meccanico Biologico è in grado di recuperare circa il 70% dei materiali in ingresso. (Con sistemi di intercettazione tecnologici, ampiamente disponibili sul mercato, si possono difatti recuperare i metalli, la carta, il vetro, le plastiche, consentendo un trattamento anaerobico-aerobico della frazione organica. Quest'ultima, prima di essere stabilizzata, produce biogas, che, una volta sottoposto a recupero energetico, può essere impiegato per alimentare l'impianto stesso e produrre calore ed energia elettrica destinata a terzi. Finiranno pertanto in discarica non più del 30% della frazione residua formato da inerti, pellicole di plastica - anch'esse teoricamente recuperabili - e materiali organici stabilizzati la cui potenzialità inquinante è ridotta del 90%.)

La strategia promossa da Greenpeace riduce l'impatto ambientale, crea più occupazione, risparmia energia e quindi nel complesso è conveniente anche dal punto di vista economico. La strategia, che esclude il ricorso all'incenerimento, riduce l'impatto sanitario della gestione dei rifiuti, evitando le emissioni di gas nocivi e la produzione di rifiuti pericolosi (ceneri). Inoltre, permette di aumentare tutte le attività che precedono lo smaltimento dei rifiuti. In questo modo, si crea più occupazione, si trasforma il rifiuto in risorsa, si risparmia sul consumo di materie prime e d'energia necessaria per estrarle, trasportarle e trasformarle, promuovendo così uno sviluppo davvero sostenibile a tutela delle generazioni future.
E' forse il momento che amministratori e sindaci ne prendano seriamente visione e che queste proposte vengano il più presto attuate o almeno "sperimentate". Noi cittadini dobbiamo muoverci da subito perchè purtroppo spesso capita di aver a che fare con persone molto sprovvedute in questo campo e che, fra queste persone, molto spesso, vi è chi ci amministra.