giovedì 30 luglio 2009

Notizie buone (ogni tanto). Il fotovoltaico "tira" da paura.





Da 50 megawatt di potenza installata a 342 megawatt in un anno. La diffusione del solare fotovoltaico in Italia dal 2007 al 2008 è più che quintuplicata. La ricerca è dell'Università la Sapienza e del Cirps.

Secondo una ricerca dell'Università la Sapienza e del Centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile (Cirps) presentata a Roma durante il convegno 'L'economia del sole’, organizzato dalla fondazione UniVerde, il numero di impianti fotovoltaici ha avuto una crescita del 318%, passando da 7.625 a 31.875 sempre in un anno.
E gli aumenti si vedono anche nel fatturato: la vendita degli impianti fotovoltaici ha generato nel 2008 circa 1.150 milioni di euro, rispetto al 2007 un incremento del 150%, con il volume delle vendite attribuibile per circa il 52% alla lavorazione.
Certo se confrontati con i dati degli altri paesi europei - la Spagna è a quota 2.511 e la Germania a 1500 - l'Italia non sembra più così virtuosa, ma si posizione comunque ben più avanti rispetto al Portogallo ad esempio (50MW) e alla Francia (46MG).

Diversa la situazione per il solare termico. In Italia si parla di una superficie di più di un milione e mezzo di metri quadrati, equivalenti a una potenza di 1,1 gigawatt. Il mercato italiano rappresenta così il 9% in Europa dove sono in funzione impianti solari termici per una superficie complessiva di 27 milioni di metri quadrato (19 GWth), con in prima linea la Germania che rappresenta il 44% del mercato totale e a seguire, molto distanziate, Spagna (9%), Francia (8%), Grecia (6%).

Dati che fanno capire che il cammino è ancora lungo: "C'è ancora molta fatica da fare - ha detto Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma, intervenuto al convegno - la buona volontà c'é, non ci sono ancora numeri che diano il senso di un cammino che è gia premiato dalle scelte dei cittadini. Secondo Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione UniVerde, "le potenzialità dell'Italia sono enormi in questo settore che ha già creato molte migliaia di posti di lavoro e in futuro se ne potranno creare ancora di più se si riuscirà ad arginare le pressioni di alcune lobby che frenano lo sviluppo del solare perché hanno interesse ad altre energie".
(Ansa)

Questo ci fa pensare al post sopra e mi viene spontanea una domanda.. Saranno così indispensabili 12 nuove centrali nucleari?

Come direbbe il Manzoni: "Ai posteri l'ardua sentenza.."

lunedì 13 luglio 2009

Scajola, "l'anno prossimo cominceremo a costruire le centrali", Caorso tra i siti



Il Senato approva definitivamente il «Ddl Sviluppo». Ora è legge e in Italia dopo 22 anni torna nel nucleare. Il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola è atteso a sei mesi di fuoco. Il governo deve presentare nei prossimi sei mesi i decreti attuativi per la selezione dei siti su cui nasceranno le centrali e per gli stoccaggi dei rifiuti radioattivi. Entro la fine dell’anno saranno individuati e confermati i siti su cui costruire le centrali ed entro un anno ne sarà richiesta l’approvazione al Parlamento. Se l’obiettivo è la costruzione di 12.000 Megawatt atomici a regime, con investimenti stimabili in circa 35 miliardi, dall’intesa Italia-Francia di febbraio dovrebbero nascere 4 centrali Epr da 1.600 Megawatt l’una (una di queste è quella di Caorso, alla quale sembra favorevole il centrodestra In Provincia e Comune di Cremona).Scajola sottolinea infatti che è arrivata «disponibilità a livello locale da vari enti». Altri reattori potrebbero essere gli Ap 1000 di Westinghouse.

Ma proprio su comuni e regioni sono puntati i riflettori. La Toscana con il governatore Martini, il Piemonte con la governatrice Bresso contestano «una scelta sbagliata». La Puglia con Nicky Vendola, la Sardegna con Ugo Cappellacci, la Basilicata con Vito De Filippo sono schierati per il «No» così come il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani che contesta «una strada sbagliata». Aperture erano arrivate a suo tempo dal Veneto e dalla Lombardia. L’orizzonte temporale per avere le prime centrali nucleari in rete è ipotizzabile intorno al 2020. Ecco i primi nomi dei siti che ospiteranno le centrali: Monfalcone (Go), Chioggia (Ve), Ravenna, Caorso (Pc), Trino (Vc), Fossano (Cn), Scarlino (Gr), San Benedetto (Ap), Latina, Termoli (Cb), Garigliano (Ce), Mola (Ba), Scanzano Ionico (Mt), Palma (Ag), Oristano. Resta comunque sempre aperto il problema dello stoccaggio delle scorie radioattive, infatti, si è calcolato che a regime, solo le prime 4 centrali costruite produrranno intorno ai 7.000 Mc di scorie all’anno (oltre agli 8.000 già presenti nelle vecchie centrali). Pari a 14.000 t. di materiale altamente radioattivo. Assieme alle altre si raggiungerà la cifra di 42.000 t.

Sempre coscienti del fatto che in Italia non esistono siti idonei allo smaltimento di questo materiale i presupposti sono quindi l’esportazione. Cosa che farà sicuramente “lievitare” i prezzi dell’energia prodotta e quindi le bollette degli stessi cittadini.

venerdì 26 giugno 2009

Legambiente contro il nuovo ecomostro: La BreBeMi


Un ecomostro da 1.580 milioni di euro: questo il giudizio degli ambientalisti sull'opera destinata a distruggere la vocazione agricola della bassa bergamasca e bresciana e a trasformare migliaia di ettari di Parco Agricolo Sud in un gigantesco svincolo autostradale affollato di capannoni. Il nome di questa immensa opera inutile è ormai noto: Brebemi, ovvero 50 km di asfalto che collegheranno Ospitaletto (Brescia) a Liscate (Milano), affiancati alla futura linea Tav Treviglio-Brescia, per un investimento che inizialmente era previsto di 800 milioni di euro ma che ha già raggiunto 1.580 milioni di euro, a cui bisogna sommare i soldi che le ferrovie dovranno assicurare per le opere di attraversamento, viadotti e sottopassi.

Per scongiurare la realizzazione di questo scempio ambientale, questa mattina i volontari di Legambiente si sono presentati oggi nella sede in cui era convocata la Conferenza dei Servizi per l'approvazione della Brebemi. L'associazione ha srotolato i propri striscioni e ha consegnato simbolicamente una pala e una carriola di asfalto all'assessore Cattaneo e al presidente di Brebemi, Franco Bettoni, mentre a tutti i rappresentanti degli enti sono stati distribuiti semi di papaveri e fiordalisi: simboli della realtà agricola che la Brebemi cancellerà con il proprio passaggio.Legambiente contro la Brebemi
“Questa nuova infrastruttura non risolverà i problemi di mobilità, anzi nell'area dell'Est milanese porterà una nuova ondata di traffico – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – l'autostrada diventerà l'unica vera alternativa per i pendolari esasperati dalle pessime condizioni in cui oggi sono costretti a viaggiare sulle linee ferroviarie, e a farne le spese saranno i paesi attraversati dalla Cassanese e, soprattutto, la città di Milano”.
Secondo gli ambientalisti, una volta realizzata, la BreBeMi finirà nel nulla se non saranno realizzati ulteriori, costosissimi collegamenti: la tangenziale esterna di Milano per gli innesti sulla Milano-Venezia e sulla Milano-Piacenza, e la trasformazione in autostrade della Rivoltana e della Cassanese: strade statali che dovranno reggere l'impatto mostruoso di 70.000 veicoli al giorno in più diretti a Milano. Il collegamento tra Brebemi e nuova Rivoltana autostradale sarà realizzato da un nuovo, ulteriore tronco autostradale: la Variante di Liscate, una linea tracciata in pieno parco Sud, che spezzerà le aziende agricole e distruggerà la celebre Tenuta di Trenzanesio.
I progettisti dell'opera hanno pure pensato di collocare la barriera di esazione di Liscate al posto di una cascina storica, che verrà demolita. Ma il miracolo della moltiplicazione delle strade sembra inarrestabile, e allora ci si mettono anche le compensazioni ambientali: ovvero 4 nuove strade nella pianura bergamasca, per un valore di 67 milioni di euro, che incredibilmente vengono spacciate per bopere di compensazione ambientale. E le compensazioni ambientali vere? In tutto sono previsti 4 milioni di euro di interventi da realizzare nei parchi fluviali che verranno attraversati (oltre al Parco Sud, i parchi fluviali dell'Adda, del Serio e dell'Oglio). Dunque gli investimenti per le compensazioni saranno solo lo 0,3% dei costi dell'intero ecomostro padano.
“Giudichiamo questo progetto assolutamente irricevibile, perché comporta un sacrificio di campagna ingiustificabile nella regione che si accinge ad ospitare l'Expo dell'Alimentazione, ed è un vero oltraggio ai pendolari che chiedono da tempo investimenti su ferrovie e metropolitane – conclude Di Simine – Per questo riprenderemo da subito la nostra battaglia legale, ricorrendo al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di non ammettere il nostro ricorso, e riaprendo il fascicolo della Valutazione di impatto ambientale, che presenta carenze tali da prefigurare gravissime violazioni del diritto comunitario, oltre che delle norme nazionali: faremo di tutto per salvare la Lombardia dalla nuova invasione di asfalto, traffico e smog”.

lunedì 11 maggio 2009

I ghiacciai si assottiliano..


La superficie media dei ghiacci artici si va progressivamente riducendo a causa del surriscaldamento climatico, stando alle ultime osservazioni satellitari rese note dal Centro nazionale americano per neve e ghiaccio (Nsidc), che ha sede nel Colorado. Charles Fowler, specialista del Nsidc e docente all'Università di Boulder, nel Colorado, ha detto che la superficie massima dei ghiacci artici nell'inverno appena trascorso ha toccato il record negativo degli ultimi sei anni. Anche lo spessore è diminuito. Il 28 febbraio, la calotta artica misurava 15,2 milioni di chilometri quadrati, con una diminuzione di 720 mila chilometri quadrati rispetto alla superficie media invernale registrata tra il 1979 e il 2000. In base agli stessi rilevamenti e per le stesse cause di deterioramento dell'ambiente, si è ridotta inoltre la superficie della banchisa nel periodo invernale.

lunedì 16 febbraio 2009

Altre terre oltre alla nostra? La teoria si fa sempre più concreta.

Ognuno ha la sua teoria, ognuno la propria "scuola di pensiero" e infondo: chi non si è mai interrogato sul fatto se esistano o no altre forme di vita nell'universo?
In uno spazio sterminato, immenso, insomma infinito com'è l'universo io credo proprio che sia difficile non trovare altro..(oltre a noi..)
Comunque resta sempre chi la pensa diversamente (come è giusto che sia)
Appassionanti o meno, creduloni o scettici che siate, vi voglio comunque sottoporre questo articolo tratto dal quotidiano La Stampa del 16/02/'09 in cui vengono svelate le ultime novità sugli studi e sulle ricerche in materia.
Studiosi e scienziati vengono così a delineare un profilo astronomico composto da "Miliardi di pianeti simili alla Terra".
Anche se tenendo a precisare che: «Potrebbero essere "abitati" da semplici forme di vita».

CHICAGO, Febbraio 2009:

"Siamo soli nell'universo?". Interrogarsi sulla presenza di forme extraterrestri è un passatempo comune alla razza unama. Secondo gli scienziati potremmo davvero non essere gli unici ad "abitare" il cosmo. Nella nostra galassia ci potrebbero essere miliardi di pianeti come la Terra e molti di essi potrebbero essere abitati da semplici forme di vita. Ne è convinto Alan Boss, della Carnegie institution of science, che ha illustrato le sue teorie a Chicago durante l’incontro annuale dell’American association of science. Citato dalla Bbc, lo scienziato ha detto che finora i telescopi hanno rilevato l’esistenza di oltre 300 pianeti al di fuori del nostro Sistema solare. Lo scienziato ha comunque precisato che pochissimi di essi sarebbero in grado di sostenere forme di vita. La maggior parte sono giganti gassosi come il nostro Giove. Sulla base del numero limitato di pianeti trovato finora, Boss ha spiegato che ogni stemma madre come il Sole ha in media una terra come pianeta.

«Se avete un mondo abitabile e lo lasciate evolvere per alcuni miliardi di anni, è inevitabile che si svilupperà la vita», ha detto il Dott. Boss. «Per esempio, se si lascia qualcosa in un frigo spento, non si può evitare che cresca qualcosa». «Sarebbe impossibile- ha aggiunto-arrestare la vita su questi pianeti».

Lo scienziato crede di poter dimostrare le sue tesi grazie al nuovo telescopio della NASA, che nelle prossime tre settimane avrà la missione di osservare i pianeti simili alla Terra. Per il Dott. Boss sappiamo abbastanza sull'universo per ipotizzare l'esistenza di pianeti gemelli del nostro sui cui potrebbe essersi sviluppata la vita. «E' molto probabile che ci siano forme di vita, ma è quasi improbabile che siano intelligenti. Probabilmente si tratterà di batteri o microbi. Avere due forme di vita intelligenti sarebbe una coincidenza davvero enorme. Probabilmente forme simili alla nostra esisteranno tra 100.000 anni o più».

giovedì 8 gennaio 2009

Una manciata di video per l'ambiente..

Facendo un pò di ricerche in internet ho trovato ovviamente e giustamente una vastità di video di interviste e altri servizi riguardanti la tematica ambientale.

Ne ho raccolti alcuni a mio parere molto interessanti e articolati riguardo l'argomento. Si spazia fra la tematica sul nucleare a quella "più comune" dei rifiuti passando per le "nuove tendenze" in campo orticolo oltre al tanto paventato tema sulle energie alternative.


Ogni filmato non dura oltre i 10 minuti quindi..

Buona visione..


http://www.youtube.com/watch?v=dv0OEbZ9rnY (Energie alternative) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=eh3MCriQYRk (Contro il nucleare)

http://www.youtube.com/watch?v=x4yPj0ltgQc (Rifiuti zero) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=BH_FOFhLxsg (Orti urbani) consigliato..

http://www.youtube.com/watch?v=rTj39XbdjJs (No nukes Greenpeace spot)

http://www.youtube.com/watch?v=wAwf6A74AUs (Biomasse) consigliato..

venerdì 4 luglio 2008

Pane con farina di cemento.




Qui sopra riportate ci sono alcune immagini che possono aiutarci a capire cosa sta succedendo sul nostro territorio. Sempre più spesso mi capita infatti di vedere enormi costruzioni di capannoni, se non addirittura delle intere aree industriali vuote o semi vuote. Comunque in buona parte inutilizzate. Si parla di costruzioni recenti fatte sorgere (in molti casi) dove non c'è n'era "a mio parere" assolutamente bisogno.. Il problema è che in Italia il consumo del territorio non è evidentemente un problema (almeno per molti..) e che non ci si renda conto che il nostro paesaggio, più di qualunque altro stato europeo, debba essere particolramente tutelato!
Un esempio (tanto per cambiare) ci arriva dalla Germania; loro hanno "congelato" il consumo territoriale a 11.000 ettari all'anno. Noi, nel belpaese, abbiamo un trend di consumo del territorio che spesso supera gli 80.000 ettari l'anno!
Oltre a questo dato numerico legato ad una colossale differenza di concezione di P.G.T (piano di governo territoriale) forse per una questione di competenza in materia, forse più brutalmente per una questione di affari ciò che evidentemente manca a molti nostri amministratori (politici, sindaci, assessori ecc..) è un briciolo di buona etica oltre che un pò di cultura ambientale..
Forse molti di loro non sanno che nella terra c'è vita? Forse non sanno che essa è il polmone del pianeta e che il suo respiro non pò essere soffocato ancora per molto? Forse non sanno che quelle distese enormi di campi di mais o frumento apparentemente inutili sono fondamentali per procuragli ciò che tutti i giorni si ritrovano così, come un regalo venuto dal cielo,
quel cibo tanto buono che si sposa con tutto, cioè il pane?
Non mi pare che sia così difficile da capire che le coste, i parchi e le campagne in Italia debbano essere tutelate! Di questo passo, se non vi si pone freno, in molte zone del nord si creerano delle immense conurbazioni urbane (basta vedere l'hinterland milanese) e, a quel punto addio campagna! Le amministrazioni comunali ma sopratutto le regioni e lo Stato, devono farsi carico di questo fenomeno espansionistico che spesso appare quasi incontrollato e meramente speculativo, porre dei divieti e farli rispettare con sanzioni e con i giusti presupposti anche la reclusione.
Altrimenti non sarebbe male una "simpatica" penitenza come far da cavie per il primo prototipo di panino fatto con la farina di cemento.

giovedì 7 febbraio 2008

Secondo me è un'ottima idea...

Visto il notevole interesse suscitato dal problema rifiuti ho cercato negli ultimi giorni di informarmi e di approfondire il discorso, cercando nell'utile più che nella cronaca attingendo sempre da i più autorevoli siti ambientalisti nazionali ed esteri e, qui condensandone i concetti e i principali contenuti ne ho tratto ciò:
Ogni anno soltanto in Europa sono prodotti circa 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 40 milioni di tonnellate di natura pericolosa. La produzione dei rifiuti, dagli anni '90 ad oggi, ha continuato a crescere parallelamente all'aumento della ricchezza e agli standard di vita sempre più elevati dei paesi occidentali. Tra il 1990 e il 1995, il totale dei rifiuti prodotti è aumentato di circa il 10 per cento e si prevede che intorno al 2020 la produzione dei rifiuti possa aumentare del 45 per cento rispetto al 1995. Oggi, fra l'altro, c'è una nuova minaccia in questo campo legata al boom dei consumi dei prodotti elettronici che ha portato in poco tempo ad un incremento di questi rottami ad alto contenuto di composti chimici pericolosi.
Tradizionalmente il problema della gestione dei rifiuti viene affrontato con un approccio a valle, una volta che il rifiuto è stato prodotto, e questo non ha fatto altro che spostare l'attenzione dalle azioni di prevenzione alle scelte di smaltimento. Con una situazione generalizzata di esaurimento delle discariche, l'approccio a valle suggerisce di optare per l'incenerimento. Va invece adottato l'approccio a monte, prima che il rifiuto si produca, che permette di individuare tutte quelle azioni volte a non produrre rifiuti (o a produrne una quantità inferiore) e tutte quelle azioni che permettono di riutilizzare, riciclare, recuperare i materiali contenuti negli stessi.
A questo punto il concetto di termovalorizzazione và decisamente modificandosi, anzi! Viene decisamente meno. Ma allora perchè molte città d'Italia, ancora sprovviste, esigono ardentemente un termovalorizzatore? Noi ad esempio qui a Brescia ce l'abbiamo no? Eppure una soluzione alternativa c'è...

Si chiama: Strategia delle "Erre",ovvero un metodo di trattamento del rifiuto proposto da Greenpeace che consiste in questi 4 punti: 1)Riduzione alla fonte, 2)Riutilizzo/Riuso, 3)Raccolta differenziata porta a porta, 4)Riciclo/Recupero dei materiali.
Tutto ciò per essere efficace, come la raccolta porta a porta, va accompagnata a una incisiva campagna d'informazione e comunicazione, insieme al coinvolgimento dei cittadini. Con il porta a porta si tolgono i cassonetti dalle strade. Il porta a porta permette di sottrarre dallo smaltimento finale fino ad oltre il 70-85 per cento in peso dei rifiuti. Solo il 15-30 per cento circa del rifiuto residuale (l'indifferenziato) prenderà una strada diversa dal riciclaggio. Ulteriori tipologie di rifiuto, come gli ingombranti e gli elettrodomestici, possono poi essere conferiti presso le isole ecologiche comunali.
Dopo l'attuazione di un sistema di raccolta differenziata spinta, il rimanente 15-30 per cento circa dei rifiuti residuali indifferenziati può essere sottoposto ad un trattamento meccanico-biologico (TMB) che stabilizza e riduce ulteriormente la quantità e la pericolosità dei rifiuti da portare allo smaltimento finale.

Il TMB: Trattamento Meccanico Biologico è in grado di recuperare circa il 70% dei materiali in ingresso. (Con sistemi di intercettazione tecnologici, ampiamente disponibili sul mercato, si possono difatti recuperare i metalli, la carta, il vetro, le plastiche, consentendo un trattamento anaerobico-aerobico della frazione organica. Quest'ultima, prima di essere stabilizzata, produce biogas, che, una volta sottoposto a recupero energetico, può essere impiegato per alimentare l'impianto stesso e produrre calore ed energia elettrica destinata a terzi. Finiranno pertanto in discarica non più del 30% della frazione residua formato da inerti, pellicole di plastica - anch'esse teoricamente recuperabili - e materiali organici stabilizzati la cui potenzialità inquinante è ridotta del 90%.)

La strategia promossa da Greenpeace riduce l'impatto ambientale, crea più occupazione, risparmia energia e quindi nel complesso è conveniente anche dal punto di vista economico. La strategia, che esclude il ricorso all'incenerimento, riduce l'impatto sanitario della gestione dei rifiuti, evitando le emissioni di gas nocivi e la produzione di rifiuti pericolosi (ceneri). Inoltre, permette di aumentare tutte le attività che precedono lo smaltimento dei rifiuti. In questo modo, si crea più occupazione, si trasforma il rifiuto in risorsa, si risparmia sul consumo di materie prime e d'energia necessaria per estrarle, trasportarle e trasformarle, promuovendo così uno sviluppo davvero sostenibile a tutela delle generazioni future.
E' forse il momento che amministratori e sindaci ne prendano seriamente visione e che queste proposte vengano il più presto attuate o almeno "sperimentate". Noi cittadini dobbiamo muoverci da subito perchè purtroppo spesso capita di aver a che fare con persone molto sprovvedute in questo campo e che, fra queste persone, molto spesso, vi è chi ci amministra.

lunedì 28 gennaio 2008

Sondaggio rifiuti:


Il tema è quello tanto paventato nelle scorse settimane, la monnezza:
Tanto è stato detto ma non si sà bene quanto e cosa sia stato fatto..
Per entrare del dettaglio della questione voglio parlare di quelle migliaia di tonnellate di rifiuti che dalla Campania sono o sarebbero duvute partire alla volta di altre regioni: Sardegna, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia ecc..
In Sardegna abbiamo visto tutti com'è andata a "finire", sempre se sta storia abbia avuto fine. Tafferugli con arresti e numerosi feriti presso il porto di Cagliari. Onestamente non c'èra d' aspettarsi una festa di benvenuto con pasticcini e musica anche se certe scene (purtroppo) tipiche da stadio credo che potevano risparmiarcele. Vabbè.. qualcuno dirà, "nelle ultime settimane è stata scritta un' altra paginetta vergongosa della storia d'Italia". Fin qua siamo tutti d'accordo, ma nelle prossime settimane? Questa paginetta sarà destinata ad allungarsi e diventare un quaderno e poi un libro (di pessima storia d'Italia) o ci si vuol decidere una buona volta a cambiare le cose?
Ritornando al tema d'apertura la Lombardia (stando alle ultime dichiarazioni di Formigoni) si riteneva disposta ad accogliere solo i rifiuti divisi della Campania, ovvero tutti quei rifiuti selezionati per categoria (plastica, carta, metallo, umido) di modo da facilitarne il riciclaggio, e per il rifiuto solido non divisibile, la distruzione tramite i nostri termovalorizzatori.
Chiarissimo certo, ma a questo punto sorge ovvia una domanda: Dalle immagini della monnezza napoletana diffuse su Tv, giornali e blog da dicembre ad oggi; è forse possibile scorgere una men che minima possibilità di divisione della monnezza depositata sulle strade partenopee?
E' ovvio che si tratta per la stragrande maggioranza di "semplice" rifiuto solido urbano non riciclabile. E' dunque normale quindi, che in tal caso la Lombardia non può ricevere rifiuti dalla Campania. Vien dunque facile pensare che la regione Lombardia abbia anche accettato di accogliere la monnezza di Napoli e provincia, ma a patto di condizioni evidentemente improponibili e sopratutto ovviamente irregolari.

Viste tali condizioni di evidente, anche se implicita negazione della Lombardia e di altre regioni del nord a collaborare per lo sgobero di questa monnezza così limitanto o arrestando questo scempio ambientale che si sta sì compiendo in Campania, ma che avrà una ricaduta (sul piano turistico e alimentare) su tutta la nazione! Le immagini diffuse all'estero evidenziano una situazione scandalosa riferita a tutto il piano nazionale, Napoli è solo la punta dell'iceberg di una situazione imbarazzante in cui i registi sono la camorra che collabora con i nostri IMPRENDITORI DEL NORD occultando i rifiuti pericolosi e ingombranti nelle regioni del sud. Corruzione, ignoranza e mancanza di rispetto per l'ambiente completano la scena.

Viste le seguenti riflessioni volevo proporre un sonaggio:
Secondo voi sarebbe giusto accogliere i rifiuti partenopei allo scopo di liberare la città napoletana da questa brutta situazione (anche per una questione di dignità e rivalutazione nazionale..) oppure negare completamente l'appoggio della nostra regione alla causa campana,(anche se consapevoli del fatto che molti di quei rifiuti sono frutto delle industrie del nord)?

giovedì 8 novembre 2007

Fra petrodollari e malinconici dell'atomo...

Il petrolio che continua inarrestabile la sua corsa verso la soglia psicologica (ma che di questo passo non sarà più solo psicologica) dei 100 dollari al barile, toni da guerra fredda fra Russia e U.S.A scandiscono calorosamente queste prime giornate d'inverno mentre in una strana analogia di fatti e intenzioni, ritorna a risuonare più rombante che mai la proposta: "Ritorniamo ad investire sull'energia atomica!"
Difficile ricredersi, davvero complicato risalire a quella serie di motivazioni che nel lontano 1987 portarono i nostri genitori ed i nostri nonni a rifiutare categoricamente l'utilizzo di questa fonte energetica..
Ed è ancora più complicato definire con chiarezza e precisione quali saranno mai state le cause che hanno portato ,alcuni anni fa in certi paesi del meridione, la mobilitazione di massa di intere comunità che fecero proteste, blocchi di binari, autostrade ,porti in nome di un NO gridato da intere famiglie allo smaltimento, nella loro zona, di rifiuti tossici e di scorie radioattive..
Ricredersi e riprendere visione di tutto questo quindi?
Nono so può darsi..in fin dai conti come farebbero quindi in Francia o in America?
Eppur ciò che più sconcerta è il fatto che le soluzioni a noi debbano essere sempre dettate o meglio imposte dall'esterno no?
E' mai possibile che una strada nostra qua in Italia non la sappiamo proprio trovare?
Ci ritroviami qui circondati da decine di basi nucleari (con tutti i rischi che ne intercorrono) obbligati a mantenere la nostre abitudini quotidiane dovendo stringere la cinghia per comprare in continuazione energia dai paesi esteri.
Da sempre con il petrolio e dal futuro con l'atomo, arrivando a dover comperare anche quell'energia che noi stessi potremmo vendere..L'energia solare ,eolica e biologica.

giovedì 5 luglio 2007

mercoledì 23 maggio 2007

La campagna bresciana in vetrina


Si trattava di una zona pianeggiante a vocazione agricola, artigiana, di piccolo commercio e di grandi potenzialità a livello faunistico e paesaggistico del territorio. Insomma una sorta di oasi naturalistica. Oggi con lo sviluppo non mancano le fabbriche, le medio-grandi industrie, principalmente in zone situate alle porte delle cittadine più popolate. (Manerbio, Ghedi, Bagnolo.M,Orzinuovi,Verolanuova) E soprattutto non mancano i centri commerciali. Ce ne sono per la precisione tre. Oltre a ovviamente tutti gli altri supermercati i grossisti e (da non dimenticare) i negozi nei centri storici. "Che non sono affatto pochi": Se nè stimato che in proporzione al resto della lombardia sono circa il 25% in più della media regionale.
Insomma il commercio e l'industria non mancano, la sanità nemmeno, l'artigianato gode di buona salute il territorio, se ben salvaguardato, può creare come del resto ha sempre fatto, un' ottima cornice paesaggistica a questa realtà. Un esempio ne è la fotografia della campagna che ho riportato sopra.
Allora mi sorge spontanea una domanda: Perchè alcuni sindaci di questi comuni stanno permettendo la costruzione di altri 2 nuovi megacentricommerciali praticamente inutili?
L'aggettivo inutile non viene a caso, è sufficiente analizzare un pò più a fondo il problema:
Questi due nuovi centri commerciali stanno sorgendo:
-A un paio di chilomertri di distanza l'uno dall'altro!! (Quando a meno di 7 km se ne può trovare già un terzo.)
- Le dimensioni di questi ecomostri vanno dai 15 ai 25 mila mq (Ettari produttivi di mais totalmente cementificati.)
- Essi stanno sorgendo a ridosso di:Uno alle porte di un paesino di 1600 abitanti, l'altro alle porte di un paese di 7000 abitanti che già è fornito di un CC di circa 15000 mq (E che già lavora poco.)
- Le distanze per raggiungere i CC più vicini varia dai 20 minuti di Brescia ai 30 minuti per raggiungere Cremona. (Entrambe le citta dispongono di numerosi CC)
- Le grandi tangenziali passano ad alcuni chilometri di distanza, bisognerà ovviare al traffico portato da questi centri dello shopping con delle varianti, delle circonvallazioni, ed ovviamente degli ampi parcheggioni, delle rotonde, (come se non ce ne fossero già abbastanza). Quindi ancora ettari ed ettari di verde che se ne andranno..
Insomma ironicamente viene da esclamare, se ne sentiva il bisogno!!

Questo non è essere tradizionalisti, malinconici, o forse campanilisti.
Qui si parla di vedere il progresso con occhi diversi, poichè il progresso è nella salvaguardia del territorio e non nello sperpero della terra ad usi prettamente consumistici.

Sarò forse utopico ma, come disse l'Avv. Garbarino (Legambiente BS) "la terra che ci circonda non ce l'hanno laciata in eredità i nostri nonni,
ma ce l'hanno prestata i nostri figli".

martedì 17 aprile 2007

Una merce che fa "acqua" ovunque.


L'acqua come prodotto, come elemento da salvaguardare
da risparmiare da rispettare da rendere accessibile per tutti, da condividere
da non inquinare, da far si che non diventi il prossimo petrolio,
l'acqua come fonte da cui trarne piacere e benessere, da cui ricavarne giovamento
e quindi salute. L'acqua quindi non è solo un elemento liquido ma molto di più.
Questo l'avevano capito anche i Romani e gli antichi Greci che furono tra i primi popoli
a saper utilizzare e gestire le fonti idriche a loro disponibili in maniera responsabile e nel massimo dei casi, anche equa.
Perchè l'uomo moderno non sa sempre capacitarsi dell'importanza di questo elemento?
Caduta anche la speranza che l'acqua non fosse concepita come una comune merce di scambio sottoposta alle più spietate leggi del mercato, caduta, come questa bicicletta che ne rappresenta il degrado, il disinteresse in forma metaforica, nonostante sia questo l' elemento alla base della vita di ogni essere vivente. In una lettera del Sig. Walter Genapini (Presidente di Greenpeace Italia) indirizzata al Blog di Beppe Grillo e quindi a "chiunque", vengono esposte le ultime considerazioni sull'argomento e viene fatta una breve analisi di come la collettività (In particolare quella italiana) concepisce e considera l'elemento acqua oggigiorno. Ne pubblico alcuni passaggi: La direttiva 60/2000 dell'unione europea recita :" L'aqua non è un prodotto commerciale, bensì un partrimonio che va protetto". L'incultura dell'acqua in Italia porta a consumare 170 litri di acqua inbottigliata per abitante all'anno (la media europea è di 85, quela mondiale di 15). In Italia vengono prodotti quindi, 5 migliardi di contenitori plastici, ovvero 100.000 tonnellate l'anno di rifiuti solidi urbani. L'acqua imbottigliata, assoggettata a regimi di controllo spesso lacunosi, ha un costo che va dai 30 ai 50 centesimi, cui si sommano i costi di smaltimento del contenitore , mentre 1000 litri di acqua dell'aquedotto, più controllata sul piano chimico batteriologico, non costano più di un euro!! Gli Italiani, alla base di questo paradosso sono convinti che l'acqua imbottigliata sia più sicura, buona e meno "dura". Il nostro paese è ricco di acquiferi sotterranei, molti migliardi di metri quadrati ma , ciònonostante ,la crisi idrica è alle porte in tutto il paese, anche come effetto del cambiamento climatico globale, che vedrà l'aridificazione del centro-sud e la sub-tropicalizzazione del nord.
La lettera prosegue con l'elencazione di una serie di motivi e concause che stanno portando al degrado idrico la nostra penisola. Le principali sono:
-L'incuria e lo sfruttamento delle reti idriche, sopratutto il Emilia.R e in Puglia.
-L'inquinamento dei fiumi da parte dei grandi allevamenti agricoli gestiti senza terra e i numerosi insediamenti industriali, sopratutto il Lombardia e in Piemonte.
-Le esigenze idriche in costante aumento sia nel settore agricolo-forestale che urbano industriale. (Lombardia,Veneto,Lazio,Campania,Emilia.R,Piemonte,Sicilia,Puglia,Calabria)

venerdì 6 aprile 2007

Mai "sentito" l'oscuramento globale?



In seguito a una recente ricerca effettuata da alcuni studiosi ed esperti di mutamenti climatici, sono emerse nuove ed interessanti scoperte in campo climatico-atmosferico. Il fenomeno trattato in materia studio è identificato come fenomeno dell' "oscuramento globale".
Da un articolo del sito (torinoscie.splinder.com), questo argomento viene identificato con l'utilizzo di una metafora: "E' come cavalcare una tigre.."
I nuovi dati sul cambiamento climatico evidenziano il ruolo dell' "oscuramento globale".
Il progressivo oscuramento dell'atmosfera terrestre è identificabile come un fenomeno di natura antropica dovuto alle polveri che l'uomo sta immettendo nell' atmosfera.
Questo fenomeno potrebbe inizialmente sembrare utile poichè, l'oscuramento globale potrebbe contrastare il riscaldamento dei gas serra CO2 emessi dai combustibili fossili. Ma in realtà la coseguenza grave di queste brevi considerazioni è che l'effetto riscaldante della CO2 potrebbe essere di molto superiore a quanto si ritenesse finora. Ovvero, il riscaldamento globale potrebbe essere talmente così grave che potremmo essere condannati ad una continuazione del processo d'inquinamento dell'atmosfera per evitare danni peggiori. "Una sorta di effetto anti-retromarcia, che creerebbe squilibri all'intero sistema ambiente che per contro, è già assai cagionevole". Come se stessimo "cavalcando una tigre:" Saliti. Non possiamo più scendere. I rapporti parlano di un abbassamento della luminosità che è impressionante in alcune zone del Mondo: Dal 1950 ad oggi il 22% nella zona di Iraele, il 9% in Antartide, il 10% negli USA, e addirittura del 30% in Russia. L'interpretazione è che questo fenomeno non ha niente a che vedere con i cambiamenti della luminosità del Sole, che rimane costante o, al massimo, ha delle minime variazioni. Questi fenomeni possono essere solo spiegati come dovuti alle particelle emesse dalla combustione degli idrocarburi, che formano un areosol nell' atmosfera. Queste particelle rimangono nell'aria formando dei nuclei di condensazione per la formazione di nuvole. Di conseguenza il cielo diventa sempre più nuvoloso riflettendo dietro di sè la luce solare. Sembra che ciò sia una delle cause principali delle scie provocate dagli aerei in volo ad alta quota, inoltre si attribuiscono all'oscuramento globale fenomeni quali la desertificazione e la siccità molto accentuate in alcune aree del pianeta. E' possibile che molti fenomeni di cambiamento climatico osservati negli ultimi anni anche in Italia siano attribuiti a a questo fenomeno.
Nella speranza di scongiurare un futuro alla Blade Runner (2019), in cui i cieli come ora li conosciamo sono praticamente inesitenti, è opportuno chiedersi come si possa intervenire per evitare il verificarsi di tali fenomeni, dal consumo di idrocarburi alla gestione responsabile di fonti energetiche rispettose dell'ambiente, sono a disposizione un ampia gamma di proposte e belle iniziative che chi di dovere dovrebbe cominciare a considerare seriamente.

Dellground.
Foto e spunto dell'articolo: Archivio torinoscie.

lunedì 19 marzo 2007

Il re spodestato....

Il caro vecchio re della foresta, come del resto buona parte della "corte" a suo seguito, fre Orsi, Pinguini, Rinoceronti, Cetacei vari ecc.. ci sta poco alla volta anch' egli abbandonando.
Tale considerazione viene semplicemente facendo un confronto di tipo numerico: Nei primi anni '80 i Leoni in Africa erano circa 200.000 unità. Oggi ne sono rimasti pocopiù di 20.000.
L'uomo, anche nella savana, (regno per antonomasia del Leone) vuole prendere il suo posto.
Oltre ai mille problemi dovuti alla caccia, la restrizione continua del loro spazio vitale, la selvaggina sempre più carente con cui potersi cibare..Ci si mette anche la salute a minare l'esistenza dei Leoni, poichè il numero ridotto di specie a cui li abbiamo ridotti non permette un rimescolemento adeguato dei loro geni. Cioè: il continuo accoppiamento di questi animali fra consaguinei, porta ad un calo progressivo della capacità di proteggersi da malattie o patologie di tipo ereditario. Si è già verificato un segno forte di questa grave piaga che sta affliggendo i Leoni, ovvero il "crollo"in senso fisico, del loro segno distintivo. La criniera.
Decimati già dall'uomo, questi animali devono vedersela anche con la malattia che sembra volerli beffare togliendogli la corona di re.

-Dellground-

martedì 6 marzo 2007

Le piscine "solari"..

Capita, fotunatamente in questi tempi di notare che, sui tetti dei palazzi o sulle facciate degli edifici, il concetto di "energia alternativa solare", poco a poco sta prendendo piede. Questa fotografia, scattata acuni giorni fa, rappresenta l'impegno e la serietà da parte di organi comunali e di cooperative, nel realizzare e voler dunque investire sulle energie alternative come quella solare fotovoltaica. Nella fotografia é ritratta una parte della piscina comunale di Manerbio (Bs) dove: posizionati sul solarium della struttura, trovano posto una trentina circa di pannelli solari per la produzione di energia elettrica continua. Energia (che verrà successivamente convertita in alternata), per la sussistenza energetica della piscina e della palestra retrostante con notevoli risparmi energetici, funzionali sopratutto nei mesi estivi-primaverili (aprile-ottobre) in cui , oltre che all'esserci un maggior numero di ore di sole al giorno, i consumi collettivi di energia elettrica sono parecchio elevati. Si pensi ai condizionatori per rinfrescare le case oltre che i bar, i locali i comuni, i musei ecc..Purtroppo al momento non mi sono stati pervenuti i dati riguardanti la produzione effettiva di energia elettrica prodotta da questo tipo di impianto e, non dispongo di dati relativi al risparmio concreto in termini economici. Via via che ne verrò a conoscenza, ulteriori informazioni veranno apportate per integrare l' articolo.


Grazie, Dellground.

venerdì 23 febbraio 2007

The boss of wood. (In Africa)


E' un tema di cui se ne discute poco, ma che tuttavia, non è di minore importanza rispetto alla moltitudine di casi con matrice ecologica-sociale che vengono spesso trattati :
Il problema della deforestazione in Africa.
Secondo una ricerca effettuata da Peacelink, un sito pacifista di informazione economico-ecologica si è scoperto che, in Africa, ogni anno 60 milioni di metri cubi di legname vengono tagliati illegalmente. La foresta africana ha perso 52 milioni di ettari in 5 anni, e l' Italia è il primo importatore di legnami del continente. Un giro d'affari stimato intorno ai 75 milioni di euro, un mercato che attira sempre di piu' l'attenzione della criminalità organizzata.
Il problema è serio e questo imponente giro d'affari ne è la mera testimonianza, il curatore dell'articolo (Christian Benni) inoltre analizza trasversalmente il problema parlando di una sorta di far west, in cui le compagnie estrattive arrivano sul suolo africano, lavorano per 10 anni e se ne vanno senza apportare sviluppo o beneficio. Anzi: creano scontento e rivalità fra le popolazioni attratte dal miraggio della ricchezza e del benessere.
La società civile africana inizia a protestare, con oltre 100 orgazzazioni ambientaliste e umaniste al suo seguito chiede di "mondializzare il problema" (W.Taorè), divulgando al mondo questa problematica com'è avvenuto con la foresta amazzonica. S'è iniziato con l'interpellare la Banca mondiale chiedendo di fermare il piano di sviluppo economico dei paesi coinvolti che diventerebbero la seconda foresta pluviale piu' estesa al mondo.
Ben 3 anni sono trascorsi ormai da queste richieste ma, nè l' informazione nè gli istituti economici chiamati in causa, hanno agito in maniera ferma e decisa per arginare questa piaga ecologica e sociale. Lasciando l'Africa, per l'ennesima volta sola a sè stessa.
Sono tuttora in corso trattative con le organizzazioni competenti anche se, burocrazia e problemi logistici (sopratutto in queste circostanze), ne sono il normale filo conduttore.

Archivio Italy.peacelink.org

martedì 13 febbraio 2007

Pesca (Sos) te(n/m)ibile

Da una recente ricerca effettuata da enti marini competenti, e riportata successivamente sul Blog di Beppe Grillo, di cui ne riporto ora un breve passo:" Gli abitanti del mare stanno scomparendo. Le reti e le nostre mandibole li stanno consumando uno alla volta. In un articolo della rivista (science) si prevede il collasso della pesca commerciale entro il 2048. Un evento già annunciato dalla diminuzione dei banchi di merluzzi."
E' da considerare assai importante, l'iniziativa di molti ristoranti californiani di rispettare,(non ordinando, e quindi non facendo pervenire sulle proprie tavole), specie di cetacei, testuggini, e acquatici di altro genere, considerati in via d'estinzione.
Mi associo dunque, (con Grillo) alla diffusione di questa lodevole iniziativa che in Italia purtroppo stenta a partire.
Inoltre, in seguito ad una ricerca effettuata sui delfini, e sull'uso non sempre opportuno che se ne fa, si è scoperto che in molti alberghi, hotel, villaggi turistici del Mediterraneo, questi splendidi animali, vengono utilizzati in maniera disgustosamente speculativa, per attuare la "fantomatica"
delfino-terapia. Una pratica "terapeutica" dove i delfini, (non sempre allevati in cattività,quindi abituati al mare) vengono stipati in piccoli ambienti, tipo pesci rossi e mal nutriti, facendo credere ai gentili ospiti della tipica struttura che: immergendosi in acqua assieme ai delfini è possibile trarre notevoli benefici di tipo fisico e mentale. Ovviamente una bufala, atta alla speculazione economica e, purtroppo a pagare, oltre i clienti sono sopratutto i delfini.
Inutile spiegare che il delfino è un animale magnifico, facile da ammaestrare, che possiede una spiccata "attrazione" verso la figura umana. Ma è prorio per questo che è l'uomo a dover essere il primo a rispettarlo e a lasciarlo libero di vivere nel suo di mondo, quello marino.